venerdì 18 marzo 2011

Italia, Slovenia, Croazia: tre nazioni in tre ore

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Era da un po' di tempo che l'idea mi frullava per la testa, partire in BDC (bici da corsa) e, in poco più di tre ore, attraversare tre nazioni e fare ritorno al punto di partenza. Avevo già pedalato su buona parte di questo interessante percorso più di 10 anni fa e, da allora, mi era rimasto un piacevole ricordo, sufficientemente nitido per alcuni aspetti, ma abbastanza lontano per dimenticare qualche dettaglio. A differenza di allora, questa volta parto da solo e non in gruppo. Il tempo a disposizione non è tantissimo e cerco di trovare un buon compromesso tra lunghezza e difficoltà anche se, in terra d'Istria, zona montagnosa e aspra, l'altimetria è sempre impegnativa.
In pochi minuti sono fuori dalla città ed entro in Slovenia lasciando alle spalle Crociata di Prebenico. La giornata è splendida, l'aria tersa come poche volte ma la temperatura, nonostante l'ora meridiana dei primi di marzo, resta pungente. La strada inizia a salire, prima dolcemente e poi in modo più deciso. Si passa sotto l'immenso viadotto autostradale di Črni Kal che attraversa la valle dell'Osp (quando ci transiti in macchina, nemmeno te ne accorgi che tra te e la strada sotto ci sono 140 metri di differenza!).
Subito dopo, una breve e veloce discesa conduce nei pressi di Kortine (65 m slm). Si prosegue per la SS208 e la strada riprende a salire in direzione di Gračišče (305 m slm) con pendenze agevoli e costanti. La sede stradale è ampia e ricca di curve, richiamo irresistibile per chi ama correre in moto.
Non manca molto al confine sloveno-croato. Chissà, forse anche questa barriera tra non molto cadrà. Il controllo dei documenti è sempre rigoroso, sia da parte della Polizia che della Dogana. Chissà cosa mai avrà da dichiarare un ciclista senza zaino o borse, a parte una banana e una barretta energetica? Mah, valli a capire...
Il primo centro abitato di rilievo che si incontra in Croazia è Buzet (Pinguente). Si lascia la strada principale (70 m slm), si svolta verso nord e si inizia l'impegnativa salita che porta a Brest (700 metri di dislivello). La prima parte è certamente la più difficile, non me la ricordavo così dura. Un largo e lungo rettilineo lascia ben poco spazio alla fantasia: si sale con pendenze costanti del 12-13%; in lontananza si vedono le montagne ma non si capisce bene dove finisca la salita.
Più si sale e più si diradano le già poche abitazioni. Nemmeno la presenza umana è molto frequente da queste parti: incrociare un'automobile è un evento quasi eccezionale. Nei 25 chilometri che mi separano da qui al rientro in terra slovena non credo di averne incontrate più di un paio. Non capisco se sono io che mi stupisco di questa cosa oppure loro di una presenza "aliena", un ciclista nella fattispecie. Un paio di chilometri più su, il paesaggio assume un aspetto più consono alla montagna. Le caducifoglie lasciano spazio alle sempreverdi e, anche se la strada si restringe, la salita si fa meno impegnativa: il tratto più difficile è ormai alle spalle.
Dopo non molto il paesaggio cambia nuovamente. Si attraversa un ampio altipiano, quasi privo di vegetazione. Gli spazi sono vastissimi, quasi infiniti, mi sento veramente sperduto quassù. E' questo il cuore della Cicceria (Ćićarija), sperduta ma magica regione montuosa a nord-ovest di Buzet (Pinguente). Chi ama la vita all'aria aperta e l'avventura non può assolutamente perdersi un posto simile!
Si sale ancora e la vegetazione, prevalentemente alberi ad alto fusto, riprende il sopravvento. Queste terre sono state a lungo sotto il dominio di Venezia e proprio da qui i veneziani traevano il legno per le loro imbarcazioni. La strada prosegue con un continuo susseguirsi di saliscendi per lo più non impegnativi.
Si passa per Brest (Olmeto). In passato abitato da popolazioni di origini celtiche (ritroviamo una Brest, certamente più nota, in Bretagna), la Brest di Buzet (680 m slm), paese oggi semiabbondanato, fu a lungo dei principi di Duino e prima ancora del patriarca di Aquileia. Oggi non rimangono che poche case, alcune in stato di completo abbandono.
Si riprende a salire per arrivare a 785 metri di quota, il punto più alto del percorso. Le difficoltà non sono comunque terminate: numerose salitelle e strappetti costellano la strada ma, tendenzialmente, si scende piano piano di quota.
E' impossibile raggiungere velocità elevate. La strada, già di per sè molto stretta, non ha una buona asfaltatura e in più punti dell'insidioso brecciolino invita alla prudenza. Rallentando, ho però modo di guardarmi attorno e di godermi questo incredibile posto dove ci sono solamente io, la mia bicicletta e la natura a farmi da compagnia.
Attraverso Dane (580 m), frazione ancora più sperduta di Brest, e Vodice (Vodizze, 660 m), poco più che un paio di case. Qui il tempo sembra essersi fermato, e forse lo è per davvero. Non c'è nessuno, nè un essere umano nè un automobile posteggiata ai lati delle abitazioni.

Si svolta verso ovest e, questa volta velocemente perché la strada è in condizioni migliori di prima, si prende la direzione della Slovenia. Il paesaggio cambia completamente: boschi secolari lasciano spazio ad una landa brulla, quasi desertica, lunare.
Qualche cane, libero di vagare lungo la strada, mi fa compagnia. Sulla sinistra, intravedo l'inconfondibile cima del Monte Golič.
Si fa rientro in Slovenia per il valico (secondario è dir poco) di Jelovice-Podgorje (490 m). Anche qui, come in uscita, controlli ai documenti del ciclista!
Podgorje rappresenta anche il rientro alla "normalità". Dopo 25 chilometri rivedo forme di vita umane e risento il rumore di qualche automobile.
Per quasi un'ora, da Buzet al rientro in Slovenia, ho pedalato in un mondo irreale, troppo "lontano" e diverso da quello in cui passiamo le nostre giornate frenetiche. Abituati come siamo a certi ritmi, mi sembra impossibile che, a nemmeno 40 chilometri da casa, si possa incontrare un altro universo, un'oasi di pace e serenità, uno scenario naturale di questa portata.
Ancora mezz'ora di curve e discese e sono a Trieste, ma questo ormai non conta. Resta il ricordo di un posto meraviglioso e di una giornata straordinaria. Oggi ho sognato.

3 comments:

mjaVale ha detto...

per come pedali e come racconti, impossibilie non instillare in chi è propenso a queste avvenure un'irresistibile tetazione...

Rupikaber ha detto...

Ti ringrazio! Ripassare per questi posti dopo più di 10 anni è stato come riscoprirli nuovamente. Chiamala avventura, emozione... poco importa, la cosa più bella è trasformare un'idea, un pensiero, un sogno in realtà. Ecco quello che vorrei fare, sempre. PS.: nuovi percorsi, anche totalmente inediti, sono già allo studio!

legesilo ha detto...

Thank you for sharing the info. I found the details very helpful.

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