martedì 29 marzo 2011

Castelmonte

Andrea, che ho rivisto pochi mesi fa quando ho ripreso la bicicletta dopo una pausa di dieci e più anni, mi ha lanciato un'intrigante proposta: "Andiamo a pedalare a Castelmonte salendo da ogni versante!". Per lui, avvezzo alle lunghe distanze, è un allenamento di resistenza che gli tornerà utile quest'estate sulle salite alpine più impegnative. Per me, ci penso e ci ripenso, ma non saprei come collocare un "evento" del genere e quali significati attribuirgli. Noi due, in realtà, abbiamo una concezione del ciclismo un po' differente. Io, forse, sono più portato al lato sportivo vero e proprio e alla prestazione pura, con un occhio sempre al cronometro anche quando mi alleno da solo, lui invece, ciclista ma pure cicloturista di navigata esperienza, si sofferma anche sugli aspetti cosiddetti secondari, come l'attenzione verso quello che ci circonda e il piacere stesso di pedalare. Da questo punto di vista, sono cambiato parecchio nel corso dell'ultimo anno ma credo di avere ancora molto da imparare da lui, che vive il ciclismo come una vera propria filosofia di vita. Ultimamente vado indubbiamente bene in sella alla mia BDC, ma la giornata odierna rappresenta comunque una sfida, perché di rado pedalo su percorsi con queste altimetrie e, anche se il chilometraggio non sarà esagerato, staremo in sella per circa 4 ore e mezza. Ho quindi qualche fondato dubbio sulla tenuta alla distanza.
Castelmonte è un ambiente straordinario e abbiamo la fortuna di arrivarci in uno dei periodi più gradevoli dell'anno, in una giornata eccezionalmente limpida e sufficientemente calda considerando che la primavera è appena agli inizi. Siamo in mezza stagione e il luogo prescelto per l'avventura odierna, sia geograficamente che metaforicamente, sta anch'esso nel "mezzo", a metà strada tra il Carso, terra aspra ma priva di salite più di tanto impegnative, e le montagne vere e proprie delle vicine Alpi Giulie. E' il terreno ideale d'allenamento per gli scalatori o semplicemente per chi ama il buon ciclismo. Ci sono sostanzialmente cinque vie d'accesso alla cima ma un'unica strada, quella che sale da Cividale del Friuli, ha il fondo asfaltato in buone condizioni. E' sufficientemente larga, non prevede curve particolarmente difficili e consente velocità elevate in discesa. Dediciamo quindi che sarà la nostra unica via per scendere.
Andrea conosce molto bene la zona, io un po' meno. Ci sono già stato a Castelmonte, tre volte, ma soltanto in gara, quando si è troppo concentrati, se non "fusi", per guardarsi attorno e vedere qualcosa in più della ruota di chi ti precede. E' per me, quindi, una novità quasi assoluta e, al di là dell'aspetto sportivo, ripongo molte aspettative in questa giornata.
Mappa interattiva: utilizzare i tasti + e - per zoomare e le frecce, oppure il mouse, per muoversi in ogni direzione. Fare clic il alto a destra per il full screen.

Lasciamo la macchina a Cividale e, dopo il rituale caffè (Andrea conosce ogni bar e non solo... anche le bariste!), siamo pronti per iniziare. Iniziamo risalendo la valle dello Judrio, uno degli accessi più "lunghi" ma, con i primi chilometri quasi piani, è l'ideale per un buon riscaldamento.
Non è certo una strada principale, alla pari di tutte le altre che utilizzeremo in salita (eccetto l'ultima, la stessa sfruttata per tutte le discese), ma in una giornata infrasettimanale il traffico è davvero scarso, quasi assente. Alla nostra destra il fiume, subito oltre, la Slovenia. I primi chilometri sono scorrevoli ma ben presto la pendenza inizia a farsi sentire, anche se si sale, per il momento, in modo quasi impercettibile.
Transitiamo per Podresca (200 m slm), in posizione già più elevata rispetto allo Judrio, ed è da qui che inizia il primo "attacco" vero e proprio a Castelmonte. La salita si snoda prevalentemente nel tipico sottobosco pedemontano, regolare, mai particolarmente difficile (pendenza massima 10-11%). Essendo la prima della giornata, l'andatura è quanto mai prudenziale, si sale quasi sempre in posizione seduta ricorrendo raramente al fuorisella. Trovo il tempo per guardarmi attorno e pensare.
Sì, pensare, rifletto su quanto sia bello pedalare in modo rilassato e godermi questi bellissimi posti, esattamente l'opposto dell'uscita domenicale in gruppo, quando ogni strappo e ogni salita rappresenta un'occasione per scatenare l'inferno. Non che rinneghi questo modo di pedalare, ci mancherebbe, ma è bello anche rimettersi in gioco, scoprire nuove prospettive, nello sport e, di conseguenza, nella vita di tutti i giorni. Andrea me ne aveva parlato e, solo ora, forse, inizio a capire.
Si passa per Oborza (400 m). La pendenza concede momentaneo sollievo per qualche centinaio di metri (4-5%) ma, appena fuori dalla frazione, si ritorna al 10%. Da qui fino allo scollinamento (627 m), che non è Castelmonte ma un paio di chilometri prima, la salita non dà tregua: non si scende mai sotto l'8-9%.
In totale sono circa 5 chilometri di salita fino al punto più elevato. Si scende un po' fino al bivio per Iainich (590 m) da cui ripasseremo più tardi e, prima di girare a sinistra in direzione di Castelmonte, ci godiamo una spettacolare vista sulle montagne verso nord.
Su tutte quelle cime ci sono stato, a piedi, innumerevoli volte in periodi diversi dell'anno: le ripasso mentalmente una per una e cerco di ricordare ogni evento ad esse associato. Pochi minuti e ripartiamo, anche se la voglia di fermarsi a contemplare per un altro po' queste meraviglie è tanta. Un paio di chilometri di falsopiano e siamo a Castelmonte. Non c'è anima viva, tutto chiuso, bar e rivenditori di souvenir.
La discesa verso Cividale è veloce, interrotta solo di tanto in tanto da qualche tornante e, grossomodo a metà, da una breve contropendenza che si supera quasi di slancio. Pochi minuti e siamo in basso.
Un po' di pianura e si riprende a salire. In vena di sperimentazioni, passiamo per Bucovizza, tralasciando la "classica" che parte da Albana e a cui ci ricongiungiamo subito sotto San Pietro Chiazzacco. Come caratteristiche non si discosta molto dalla prima salita: le pendenze massime sono attorno al 10% ma, di tanto in tanto, consente qualche attimo di respiro, certamente più che dal versante di Podresca anche se, partendo da una quota inferiore (circa 100 m slm), è leggermente più lunga (8 km) e presenta un dislivello maggiore.
Rivediamo Castelmonte e ci concediamo un po' di divertimento in discesa anche se, conoscendola poco, resto sempre prudente e Andrea non ha difficoltà a sopravanzarmi (ma siamo appena al secondo passaggio, verso la fine sarà certamente meglio!).
Come terza "difficoltà" scegliamo Cialla, che in realtà è uno degli accessi più facili, se non altro per la brevità. Questa salita, infatti, si immette a circa 300 metri di quota sulla strada principale che sale a Castelmonte da Cividale. Anziché proseguire per il Santuario della Beata Vergine, scegliamo di ridiscendere nuovamente e, con un dislivello di circa 200 metri, almeno nella nostra "versione", la possiamo considerare piuttosto modesta.
Ridiscesi a Cividale, svoltiamo a destra in direzione nord-est. Poco prima, in discesa, avevamo notato una stretta strada laterale, di recente rifacimento. E' certamente quella che sale da Purgessimo che, durante la preparazione di questo allenamento, non era stata presa in considerazione da Andrea perché si pensava che fosse in condizioni "disastrate". Cambiamento di programma al volo! Chiediamo alcune informazioni ad un gentile signora del luogo e il gioco è fatto: strada transitabilissima, ancorché strettissima, ma asfaltata di recente!
Sulla carta sembra cosa di poco conto, e forse lo è considerando che ha un dislivello di poco superiore ai 150 metri. Tuttavia, a tratti le pendenze arrivano al 14-15% e, poiché si tratta della quarta asperità della giornata, potrebbe incutere timore. Andrea si sente bene, sale con una regolarità impressionante. Io, dal canto mio, forse per la bellezza del luogo, forse per il piacere di questa godibilissima giornata, non mi sembra di sentire nemmeno la fatica e mi concedo qualche "numero". A differenza di prima, forzo un po' il passo e mi accorgo che non pedalo poi tanto male. Sbocchiamo ancora una volta a metà strada tra Castelmonte e Cividale, in prossimità dell'incrocio per Cialla, e ci buttiamo a rotta di collo verso Cividale.
Ci aspetta adesso un tratto di pianura che possiamo definire di trasferimento. Ci si rilassa qualche attimo e si approfitta per rifocillarsi un pochino in vista della quinta salita, una delle più impegnative. Si prende la strada per San Quirino e, da qui, si svolta a destra in direzione di San Leonardo (178 m).
Appena usciti dal paese la strada sale con decisione e, per un chilometro circa, non scende mai sotto al 10% di pendenza. Ma è soltanto l'antipasto. Si sale ancora e le pendenze si assestano al 13-14% nel chilometro successivo prima di diventare appena più abbordabili (9-10%) subito sotto Altana (429 m).
Di tutti, certamente è questo il versante che mi è piaciuto di più. Non so con esattezza quale possa essere il motivo. Il paesaggio e la vegetazione non sono molto diversi rispetto alle salite precedenti, ma le caratteristiche frazioni attraversate e la sensazione di trovarmi isolato ancor più di prima, donano a questo lato di Castelmonte un fascino che mi conquista senza riserve.
Da Altana a Iainich (521 m) le pendenze scemano e si assestano tra il 5 e il 6%. Il tratto più difficile è senza dubbio terminato. Ripassiamo per lo stesso incrocio della prima salita e in breve siamo nuovamente a Castelmonte.
Una nuova picchiata, ed è ormai la quinta, verso Cividale del Friuli e ridiscendiamo in pianura. Si pedala veloci, quasi si vola, il morale è alle stelle perché manca veramente poco alla meta prefissata e sta andando tutto alla perfezione.
Ci concediamo qualche chilometro di strada pianeggiante prima di risalire in direzione di Castelmonte, questa volta, la sesta, per la strada che abbiamo utilizzato per tutte le discese. E' la via di più frequente utilizzo, la più agevole, che porta dritta al Santuario.
Forse già paghi della giornata, nonché di un'ascesa in più rispetto alle cinque preventivate, si decide di percorrerla fino a metà. Voglio però mettermi alla prova e decido di farla praticamente al massimo. Salgo con il 39x23-21 e rilancio l'andatura ad ogni uscita di curva. Se prima di iniziare avevo dei dubbi sulla tenuta alla distanza, adesso ogni timore viene fugato. Non solo non ho cali, ma vengo su come poche altre volte ricavandone delle impressioni più che ottime. Per l'ultima discesa prendiamo la strada per Purgessimo e, da qui, in poco tempo facciamo ritorno a Cividale, chiudendo con 3 ascese complete a Castelmonte e 3 "dimezzate".
La lunghezza totale è stata di circa 105 chilometri con un'altimetria superiore ai 2.500 metri. Poco o tanto? Dipende dai punti di vista. Per come sono andate le cose, indubbiamente bene, posso considerarlo un allenamento di transizione tra le consuete pedalate attorno a casa e un domani, forse, in cui potrei puntare a qualcosa di più ma soprattutto di nuovo. E non mi sto riferendo all'agonismo, cosa che in questo momento è quanto di più lontano ci possa essere dalla mia mente, ma ad un nuovo modo di pedalare, più consapevole e più profondo.
La "sfida" odierna, se così possiamo definirla, è stata superata sotto ogni punto di vista. Ho pedalato bene, con una discreta facilità nonostante le salite e la lunghezza del percorso. Ma quel che più conta è che ho avuto modo di trascorrere una bellissima giornata non solamente sportiva. Il caso ha voluto che fossimo solamente in due ma non ho alcun dubbio che le prossime volte, spero numerose, qualcun altro pedalerà con noi alla scoperta di nuovi itinerari e di nuove sensazioni.

15 comments:

Anonimo ha detto...

Complimenti e un pizzico di invidia. Voi siete ciclisti esperti, x quanto mi riguarda nonostante sia molto preso e sicuramente non timoroso della fatica, non posso permettermi questi dislivelli in così pochi km.
Condivido la filosofia del paesaggio del tuo amico e immagino che a breve qualche pazzia con voi potrò tentarla.
Intanto vi rubo la mappa per tentare già questo pomeriggio una di queste salite, una di quelle nuove per me naturalmente.
Antonio Margiotta

mjaVale ha detto...

ora che hai trovato un compagno per nuove avventure mi sa che leggeremo di imprese sempre più notevoli...
Complimenti per il bel giro, inimmaginabili per me distanza e salite!

Rupikaber ha detto...

Antonio, giovedì prossimo sarà con noi Luca di Portogruaro che quest'anno non ha mai fatto un'uscita con dislivello superiore ai 1.000 metri, molto meno dei tuoi allenamenti più recenti. Non c'è alcuna fretta, non facciamo a gara tra di noi, siamo tra amici e ci godiamo la giornata. Nessuno primeggia e nessuno arriva ultimo. Se fai 160 km a quasi 30 di media, anche se parzialmente in gruppo, non avresti la minima difficoltà a stare con noi. La fatica, credimi, non sarebbe maggiore di quanta ne fai quotidianamente. Anzi, sono convinto che ti divertiresti pure. A presto!

Rupikaber ha detto...

Valentina, grazie! All'inizio dicono tutti così, che sembrano distanze e salite irraggiungibili. Poi, un po' alla volta, si acquisisce consapevolezza dei propri mezzi, ci si sente più forti non solo fisicamente ma anche dentro. E poi tu, con una mente da maratoneta, votata alle lunghe distanze, prima o poi sarai dei nostri!

Anonimo ha detto...

Complimenti !! Bellissima iniziativa ... tanta tanta invidia :-))
(invece da MTBiker aggiungo: maledetti !! hanno asfaltato anche Purgessimo !!!)
Roby UdTri

Rupikaber ha detto...

Grazie mille! Certo che l'asfalto di Purgessimo sembrava proprio recente, non dico del giorno prima che ci passassimo, ma quasi!

Marco "Zanger" ha detto...

Cavoli... bellissima uscita!

E dire che sembrava che tu avessi chiuso con la bici...!!!

10 di stop per ricaricare le pile e la voglia...?
Vai così!

Rupikaber ha detto...

Hai ragione, una bellissima pedalata, una di quelle che ritorni a casa e non dormi fino alle due di notte perché ci pensi ancora! Con la bici, in effetti fino a pochi mesi fa era più o meno così. Poi, un po' per necessità (era un periodo che non potevo correre causa infortunio), un po' per una serie di eventi fortuiti, mi ci sono appassionato nuovamente. Prima alternata alla corsa e adesso soltanto la bici, sia da corsa che MTB. Sai cos'è? Che adesso, rispetto ad una volta, non ho pressioni di alcun tipo, non gareggio, lo faccio solo per me stesso ed è tutta un'altra cosa. Unicamente per il piacere di pedalare e per divertirmi.

Marco ha detto...

Cavolo che bel giro...veramente complimenti per la forma fisica e per il bellissimo racconto...io ho fatto quel versante facendo la salita di Drenchia e passando per un paesaggio incantevole (tra Tribil di Sotto e di Sopra)...e l'ho fatto per caso perchè mi sono perso!!(dovevo girare per Stregna ma ho proseguito dritto!!!) Non ho capito bene come avete fatto a fare tutti gli "anelli" segnati sulla mappa...forse non ho letto con attenzione ma lo farò e prenderò il vostro tour come una questione di principio!!! Mi dispiace che l'unico tratto che ho fatto io, nel vostro itinerario non c'è...mi sarebbe piaciuto tanto vedere alcune foto...
Cmq bravi e basta...io quel giorno ho chiuso con una settantina di km partendo da Ud ed ero già cotto!!!

A presto spero, Marco da Udine

Rupikaber ha detto...

Grazie mille! Castelmonte da Merso di Sopra via Stregna e Tribil inferiore non l'abbiamo presa in considerazione perché la pendenza media è molto modesta, inferiore al 4%. Infatti nell'ultima parte della salita, da Tribil allo scollinamento di Castelmonte, ci sono circa 5 km di strada in cui sali di appena 100 metri, mentre a noi interessavano salite di tipo "alpino", quindi, in linea di massima, con una pendenza il più regolare possibile. Ricapitolando noi abbiamo fatto: 1) Albana-Podresca-Oborza-Castelmonte. 2) Bucovizza-San Pietro Chiazzacco-Castelmonte. 3) Cialla (fino a metà salita di Castelmonte). 4) Purgessimo (fino a metà salita di Castelmonte). 5) Merso-San Leonardo-Altana-Iainich-Castelmonte. 6) Cividale-Castelmonte (fino a metà salita). Totale: 3 volte fino in cima e 3 volte fino a metà. A presto. Andrea.

Anonimo ha detto...

Bellissimo giro e bellissimo racconto. Grazie e mandi!

Rupikaber ha detto...

Grazie a te! Ciao!

davide zugna ha detto...

ripeto il mio commento messo all'altro post, quello di ucka, spettacolare!!! gran pedalatore, foto bellissime, fluidità di parola e quindi di lettura...
un blog da 10 e lode, ovviamente anche perchè sei uno sportivo al 110%...
io scrivo le mie avventure ma, dopo aver letto le tue, un po' mi vergogno, non ci sono paragoni...
ripeto, voglio partecipare un dì ad una tua gita e fare parte di un tuo racconto per assaporarlo da dentro...
ancora tantissimi complimenti!!! davide basti 31...

Rupikaber ha detto...

Grazie mille ancora, sei gentilissimo, anche troppo...! Ho iniziato a leggere il tuo blog e lo apprezzo molto. E complimenti per la Wilier, davvero bellissima! Vedo che da Cussighbike ti trattano bene come al solito!

davide zugna ha detto...

ti ho risp di la ma... anche qua dai, nonostante i miei limiti, come ciclista e scrittore, nel blog ci metto il cuore come quando pedalo d'altra parte... per cui grazie, detto da te mi fa molto piacere.
la wilier GT è veramente bella, forse esagerata per le mie gambe ma... migliorerò col tempo!
da cussigh ci son andato per la prima volta ad ottobre e mi son trovato molto bene...
ancora tanti saluti...

Ricerca

Caricamento in corso...

Post più popolari

Lettori fissi