lunedì 16 agosto 2010
Salita di Predmeja e Grotta del ghiaccio
Mappa interattiva: utilizzare i tasti + e - per zoomare e le frecce, oppure il mouse, per muoversi in ogni direzione. Cliccando i bookmark gialli, ci sono i nomi delle località attraversate. Fare clic il alto a destra per il full screen.
7,8 km di lunghezza, 700 metri di dislivello, 9% di pendenza media: questa è la salita di Predmeja (da non confondersi con Predjama, famosa per l'omonimo castello). Dista poche decine di chilometri da Trieste, ancora meno da Gorizia, ma le sue caratteristiche la rendono più simile ad un passo alpino e fanno di lei, senza ombra di dubbio, la salita più impegnativa di questa parte della Slovenia. Dall'abitato di Cesta, si lascia la 444 (strada statale Nova Gorica-Ajdovščina) e si seguono le indicazioni per Lokavec.
Si sale facilmente (ancora per poco...) e il paesaggio concede ampie vedute sulle montagne circostanti, meta della nostra "escursione".

Lasciata Lokavec, si passa il ponte sul fiume Lokavšček: qui inizia l'ascesa vera e propria (da questo riferimento alla cima sono 7,2 chilometri).
E' una salita priva di difficoltà particolari, ma la pendenza, costante tra l'8% e il 10%, non concede un attimo di tregua. C'è poco da fare, bisogna salire con il proprio passo, il più regolare possibile: meglio partire un po' al rallentatore che evitare "fuorigiri" a metà dell'ascesa. Di domenica ci sono numerosi ciclisti che la provano, dal quasi-professionista a quelli che debbono scendere e spingere la bicicletta.

Il traffico, per fortuna, non costituisce mai un problema. Se ci passate durante una giornata infrasettimanale, non è escluso che arriviate in cima senza avere incrociato anima viva. Con la bici da strada, ai campioni dovrebbe bastare il 39x23. Per tutti gli altri, un 34 davanti e dietro almeno un 24, meglio il 27. Con la Mountain Bike non c'è che l'imbarazzo della scelta nei rapporti ma, trattandosi di una strada asfaltata, il 34 davanti (la corona centrale, per capirsi) è la scelta migliore. Si sale in un fitto sottobosco che contribuisce ad ammorbidire la sensazione di fatica.

A metà della salita, sulla destra, c'è una fontanella che potrebbe rivelarsi utile. Certo, se vi fermate già adesso, sappiate che il gran premio della montagna è ancora distante e che il giro che vi propongo è appena iniziato! Poco sopra, la vegetazione si apre parzialmente. Se siete ancora lucidi e non soffrite di vertigini, date un'occhiata alla vallata sottostante da cui siete partiti, ne vale la pena.

Il paesaggio a questo punto cambia decisamente. Si entra in un bosco di conifere e l'aria frizzante ricorda che stiamo entrando in "alta montagna".

Quando manca circa 1 chilometro alla vetta, la strada passa in rapida successione per tre brevi gallerie scavate nella roccia.
Ai 400 metri una cappelletta votiva preannuncia l'arrivo a Predmeja.
Le curve finiscono e un lungo rettilineo conduce al "traguardo volante": se non siete particolarmente distrutti, un bello sprint non guasta mai.

La salita, quella di Predmeja, è finita. E tra un po' finisce anche la strada asfaltata, quindi dovrete scegliere. Se siete in sella ad una bellissima bicicletta da corsa e non vi aggrada lo sterrato, girate a destra seguendo le indicazioni per Col: proseguendo per Ajdovščina si ritorna a Cesta, punto di partenza (è il giro "classico" degli stradisti).

Se invece pedalate una Mountain Bike oppure non avete timore di "sporcare" la bici da strada, tirate dritti verso Lokve. Inizia la parte più bella e interessante del percorso! Del resto, Coppi e Bartali pedalavano sempre sugli sterrati e anche nelle ultime edizioni del Giro d'Italia hanno introdotto percorsi "fuoristrada". State tranquilli, la vostra fiammante bicicletta non si "rompe", uno shampoo a fine giornata e ritorna come nuova.

Se invece pedalate una Mountain Bike oppure non avete timore di "sporcare" la bici da strada, tirate dritti verso Lokve. Inizia la parte più bella e interessante del percorso! Del resto, Coppi e Bartali pedalavano sempre sugli sterrati e anche nelle ultime edizioni del Giro d'Italia hanno introdotto percorsi "fuoristrada". State tranquilli, la vostra fiammante bicicletta non si "rompe", uno shampoo a fine giornata e ritorna come nuova.
Dopo Predmeja, in direzione di Lokve, la strada sale ancora, incessantemente. Si entra nella Selva di Tarnova (Trnovski gozd), la "grande foresta" situata tra Gorizia, Ajdovščina e Idrija, e l'asfalto lascia spazio agli sterrati. Ma si tratta sempre di strade larghe, dal fondo molto compatto e prive di qualsiasi difficoltà tecnica (pendenze a parte, quelle abbondano sempre).
Qui fa da padrone la natura, gli spazi incontaminati, gli alberi ad alto fusto che fanno filtrare appena la luce solare. Non si è abituati a questa vastità, fa un strano effetto trovarsi in mezzo ad un bosco di queste dimensioni, ci si sente quasi sperduti. Se non si fa troppo rumore, è possibile imbattersi nelle più svariate specie animali. Anche l'orso, i cui avvistamenti sono tutt'altro che rari, vive da queste parti.
Il punto più alto del percorso è a 1.208 metri sul livello del mare. Sono quasi 500 metri più di Predmeja e, dalla partenza di Cesta, il dislivello raggiunge 1.100 metri! Finalmente si inizia a scendere e, poco dopo, si arriva a Mala Lazna, dove trova spazio un rifugio, su cui però e meglio non fare troppo affidamento: è più facile trovarlo chiuso che aperto. E' un'autentica oasi tra boschi di faggi e di pini; gli escursionisti hanno decine e decine di mete a loro disposizione.
Si gira a destra, verso Ledenica. In poco più di 2 chilometri si giunge al sentiero che, lasciando la strada principale, conduce alla Velika ledena jama, la Grande grotta di ghiaccio, una delle depressioni della riserva naturale Paradana.
Poco sotto c'è una radura con una tabella turistica. Oltre questo punto le biciclette non possono proseguire. E' vietato, ma sarebbe anche assurdo. Una ripida traccia rocciosa, stretta e scivolosa anche in una calda giornata ferragostana, scende in un'ombrosa dolina. Alcune corde d'appoggio aiutano a mantenere l'equilibrio e guidano all'imboccatura della grotta: gli scarponi da montagna sarebbero certamente più indicati. Più si scende e più la temperatura precipita. Siamo prossimi allo zero, eppure è agosto!
La Velika ledena jama, lunga ben 4 chilometri (non percorribili, se non a vostro rischio e pericolo) è un'autentica ghiacciaia perenne. Nota fin dagli antichi, è stata usata fino agli anni '30 del secolo scorso come cava di ghiaccio naturale. Estratto e tagliato a blocchi, veniva trasportato a Gorizia, a Trieste, e con tecniche di mantenimento della temperatura semplici ma incredibilmente efficienti (foglie, paglia, legno), via nave fino in Egitto.
Si fa ritorno in superficie. Salendo, l'umidità e la temperatura crescente danno un fastidioso senso di disagio. Sembra che faccia caldissimo eppure, in cima alla dolina, ci sono soltanto 15°C. Evidentemente nella grotta faceva proprio freddo! Si riprende la strada principale, percorrendola in senso inverso fino al rifugio di Mala Lazna, e si prosegue per Lokve.
La strada, tanto larga da sembrare un'autostrada, prosegue in discesa e, alcuni chilometri più avanti, ridiventa asfaltata. In breve si giunge a Lokve (947 m), dove alcuni skilift arrugginiti restano a testimonianza di quella che una volta era una stazione scistica alle porte di Gorizia.
Numerose mucche pascolano libere nei prati e, si vi può interessare, è possibile acquistare dell'ottimo formaggio.
Si scende ancora, dapprima con stretti tornanti, poi con larghi e lunghi rettilinei.
Più giù il bosco si dirada e ampie vedute guidano lo sguardo sulla pianura, sul Collio e su Nova Gorica.
Al prossimo incrocio si va a sinistra, in direzione di Ravnica.
Una bellissima strada, un po' tortuosa ma proprio per questo motivo apprezzata dai "discesisti", porta in breve tempo a Kromberg e, subito sotto, alla Valle del Vipacco.
Svoltando a sinistra, ci si immette sulla statale Nova Gorica-Ajdovščina e si fa ritorno al punto di partenza (Cesta). Nemmeno tanto lontane, le montagne e la Selva di Tarnova, da cui siamo transitati, ci osservano e ci salutano, ringraziandoci per averle apprezzate rispettosamente.
La lunghezza totale da percorrere, circa 64 chilometri, non è proibitiva, come non sono particolarmente aspre la massime pendenze da superare, attorno al 10-11%. Se il percorso si può quindi definire facile da un punto di vista tecnico, bisogna tenere presente che il dislivello da superare è notevole, superiore alla media dei passi dolomitici, e la salita è costante, senza un attimo di tregua. Sul totale, meno di 15 chilometri sono sterrati. La mia proposta potrebbe quindi risultare indigesta ai Mountain Bikers incalliti, come non molto gradita agli stradisti "delicatini", poco avvezzi a impolverare il proprio gioiello a due ruote. Fate un po' voi... io posso solo garantirvi che non ve ne pentirete indipendemente dal mezzo utilizzato.
Gli scenari sono a dir poco splendidi ma, se volete avventurarvici, dovete essere in possesso di una valida preparazione fisica. Da tenere presente che, nella Selva di Tarnova, la copertura delle reti cellulari non è completa. Quindi, se vi capita qualcosa, dovete essere autosufficienti oppure, meglio ancora, pedalare in compagnia di almeno un paio di amici. Il percorso può comunque essere accorciato a proprio piacimento. Per esempio, partendo da Predmeja, oppure al lato opposto da Lokve, si elimina buona parte della salita, ma non è più possibile effettuare un anello circolare. Infine, se non siete degli sportivi, si può apprezzare la Selva di Tarnova molto agevolmente in automobile o in motocicletta. Non c'è alcun divieto di transito (nel rispetto della natura). Le strada sono sterrate, ma talmente ben tenute da non creare problemi a nessun tipo di automobile, non serve certo un fuoristrada. Disseminati qua e là ci sono tavoli e panche in legno per il picnic della domenica e la Grotta di ghiaccio è forse l'attrattiva principale di tutta la Selva di Tarnova.
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5 comments:
Come sempre belle foto e descrizione dettagliata!
Grazie mille!
Complimenti davvero. La natura fotografata non ha bisogno di altro che di essere vista... ma se non si può o non si riesce di persona, le tue descrizioni sono una finestra aperta su un angolo di mondo.
agnese
Come ogni lunedì, anche oggi il racconto di un tour bellissimo. Mi sembrava di pedalare assieme a te... o quasi ;-) Grazie!
Marcello
Grazie Agnese! Speriamo di trovarci tra qualche settimana con Valentina e tutti gli altri per un "giretto" da qualche parte, anche se, non so perché, ma ho l'impressione che sarà difficile conciliare gli impegni di tutti quanti.
Marcello, la prossima volta vieni anche tu, anche di corsa se vuoi, dal momento che 50 km non ti fanno paura!
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