lunedì 2 agosto 2010
Pedalare in gruppo
Ci dirigiamo, dapprima con ritmo non troppo spinto, in Slovenia per il valico di San Pelagio - Gorjansko. Poco dopo Komen lasciamo la strada principale E617 e prendiamo la E618 in direzione del Grad Rihemberk e di Branik. La discesa, stretta e ricca di curve, non è il massimo, anche perché il fondo non è perfetto e le piogge dei giorni scorsi hanno trascinato un po' di brecciolino su alcuni tornanti. Ma è il prezzo da pagare, talora, quando si scelgono strada secondarie, per altro prive di traffico.

A Branik imbocchiamo la Braniška Dolina, altrimenti detta "Valle delle Api" (disseminata com'è di alveari) e, subito dopo, ci inerpichiamo sulla ripida salita che porta a Zavino e a Šmarje.

Non è lunga, un paio di chilometri, ma presenta dei tratti molto ripidi, direi attorno al 18% di pendenza. La catena va sul 34x24 ma salgo bene, in agilità.

Anche se mi manca ancora abbastanza potenza, il peso contenuto mi agevola non poco in questi frangenti. Forse ancora più ripida è la discesa successiva che ci riporta alle "Valle delle Api". E' un posto bellissimo, magico, dove la calma regna sovrana. La strada è costeggiata da un ruscello attraversato, di tanto in tanto, da qualche ponte in legno.

Si mangia qualcosa, ci si disseta (sempre in sella, senza fermarci, altrimenti che corridori saremmo?) e ci si prepara per la successiva asperità, certamente la più dura della giornata, dove si scatena la bagarre. E' la salita di Štjak, sconosciuta ai più ma meta rinomata per la comunità ciclistica triestina: 310 metri di dislivello in 5 chilometri di pendenza quasi costante (in realtà, la salita ha una lunghezza e un dislivello maggiore, perché dopo Štjak la strada sale ancora, ma i riferimenti "agonistici" sono quelli).

All'inizio si sale in un fitto sottobosco che, più su, si apre concedendoci vedute spettacolari sulle montagne circostanti. Non conosco bene la strada, quindi preferisco non forzare e salire con un passo regolare e leggero, per lo più col 34x21. In cima aspettiamo i ritardatari (sì, incredibile, anch'io ho aspettato gli altri e non sono stati gli altri ad aspettare me!) e proseguiamo, ancora in salita, verso Vrabče.


Ci buttiamo poi in picchiata su Griže prima dell'ultima salita, non lunga, per Majcni-Štorje. Le difficoltà, a questo punto, si vanno esaurendo. Ci immettiamo sulla statale 445 e in breve giungiamo a Sežana.
Il rientro in Italia, prevalentemente in discesa, avviene per il valico di Fernetti. C'è tempo ancora per qualche scatto e allungo, nessuno evidentemente è ancora domito, ma le rivalità si esauriscono quasi subito, anche perché siamo in dirittura d'arrivo. Ci salutiamo e ognuno si avvia perso casa.
Mi ha fatto uno strano effetti rientrare in gruppo dopo tanti anni. Lo spirito direi che non è cambiato, come non sono cambiati i percorsi più gettonati (gira e rigira dopo qualche anno li conosci tutti quasi a menadito). "Bastardissimi", come al solito, un po' tutti. Ma, si sa, qui vige la "legge della natura". Le salite fanno selezione e sopravvivono i più "forti". Chi c'è, c'è, gli altri si arrangino pure (e ritornino a casa da soli, è capitato anche questo, in passato). In salita non sono andato male. Quello che mi manca ancora, però, è il ritmo e la potenza necessaria per spingere lunghi rapporti in pianura o in discesa. Questa volta sono sopravvisuto, la prossimo volta si vedrà.
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11 comments:
Caspita! nemmeno una donzella in sella?
... pubblica il grafico dell'altimetria, così ci fai venire i brividi!
Buone pedalate veloci ;-)
bei posti. veramente un bel posto dove pedalare.
Valentina, di cicliste nemmeno l'ombra! Ma sai com'è, già ce ne sono poche in MTB, su strada poi sono più rare di una tigre siberiana. Almeno dalle nostre parti, perché in Veneto se ne vedono parecchie, di cui molte tostissime!
Nino, semmai passi da queste parti, fatti vivo perché di posti come questo ce ne sono tantissimi che vale la pena vederli.
Bellissimo giro! Complimenti per la cronaca, ti fa venire la tentazione di percorrere quelle strade!
Anche io pedalo su bici da corsa, ma non sono una tigre siberiana, diciamo ancora cucciolo, perchè ho iniziato da poco. Più che altro seguo gli altri da assoluta inesperta, in salita in discesa... e tanto ancora da imparare! Agnese
Grazie! Anche se per godersi questi posti, bisognerebbe farli con un po' più di tranquillità. Ieri abbiamo pedalato come se fossimo in gara, quasi quasi nemmeno te ne accorgevi di quello che ti stava attorno. PS.: l'esperienza verrà con il tempo, adesso fai un gradino alla volta, non forzare più di tanto, e più in là ne trarrai enorme beneficio.
Pero'... un rientro niente male direi...
Ma stiamo assistendo ad un vero e proprio ritorno di fiamma per le due ruote? ti rivedremo primeggiare nella Trieste-Opicina???
Io tifo per te! :-)
Grazie, ma al momento escluderei un ritorno al ciclismo agonistico. E' pur vero che per quel tipo di gare (a cronometro) l'impegno richiesto, come tempo da dedicarci, non è elevatissimo... ma per ora mi diverto e basta.
Fantastico giro!!!!!
pedalo da poco più di un anno e lo faccio solo in funzione del Triathlon e sono pure una schiappa. Ho la fortuna però di poter correre (forse appunto perchè sono una schiappa) spesso con due donzelle, la suddetta doublea che non sarà una tigre siberiana ma il suo lo fa, e poi con Monica che è la mia allieva di corsa ma in bici spesso mi dà la paga. Sto apprezzando sempre di più le due ruote e la possibilità di vedere posti nuovi, devo riconoscere che il sale della salita rende più saporita la minestra. buone corse e complimenti per il bellissimo giro
Da quello che leggo... non mi sembri proprio una schiappa!
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