venerdì 6 agosto 2010

La scelta della guarnitura e dei pignoni


La scelta della guarnitura nella bicicletta da strada, assieme ai pignoni posteriori, riveste un'importanza fondamentale e, per la maggior parte di noi, condiziona la scelta dell'intera bicicletta perché poi, se non altro per motivi economici, difficilmente si ritorna sui propri passi. Vediamo innanzitutto di capire quale sia la terminologia corretta. Per guarnitura si intende l'insieme delle corone e della relativa pedivella.
Fino a non tantissimi anni fa la scelta era semplice. Esistevano solamente guarniture doppie (con due corone) e, di fatto, si utilizzava quasi esclusivamente una combinazione 53/39 (il doppio numero indica il numero di denti delle corone, 53 denti la corona grande, 39 quella piccola). Più recentemente sono state introdotte le guarniture triple (spesso una 52/39/30) ma soprattutto le cosiddette guarniture "compact", nient'altro che una doppia con due corone più piccole, generalmente 50/34.
La corona anteriore, in combinazione con il pignone posteriore, dà origine al rapporto (potremmo anche chiamarlo "marcia" con un termine automobilistico) che, come suggerisce il nome, è appunto il rapporto tra il numero di denti della corona anteriore e quello del pignone posteriore che utilizziamo per pedalare. Ecco perché quando vi chiedono "Che rapporto usi?", si risponde semplicemente con una coppia di numeri: per esempio 53x15 (si dice comunemente "53 per 15" anche se algebricamente è un orrore trattandosi di una frazione!), 50x14, 39x19, 34x25, ecc..
Il rapporto moltiplicato per la circonferenza della ruota (approssimativamente si può utilizzare una circonferenza standard di 210 cm per una ruota da 28 pollici) ci permette di sapere la lunghezza esatta che sviluppiamo con un giro completo di pedivella (360°).
Per esempio:
53 : 15 = 3,533 x 210cm = 7,42 metri
34 : 25 = 1,360 x 210cm = 2,86 metri
Dovrebbe essere chiaro a questo punto che, con una corona grande davanti ed un pignone piccolo dietro, si pedala con un rapporto "lungo" e quindi lo sviluppo di pedalata è particolarmente elevato (una "marcia" lunga). Sono i tipici rapporti da discesa o da pianura se vi sentite dei campioni.
Viceversa, corona piccola davanti e pignone grande dietro equivale a rapporto "corto", quindi ad uno sviluppo di pedalata modesto. Più la strada sale, o meno in forma siete, e più si utilizzano pignoni con un numero elevato di denti.
Una guarnitura doppia tradizionale (53/39) fa molto "figo" ma, se non avete migliaia di chilometri nelle gambe, probabilmente vi stancherete prima a parità di pignone posteriore. Viceversa, una tripla (52/39/30) fa molto "schiappa", forse in mezzo al gruppo vi guarderanno con diffidenza se non con disprezzo, ma è una scelta da prendere seriamente in considerazione se cercate una soluzione "multipurpose", che si addica a qualsiasi tipo di percorso e che vi permetta di salvarvi quando andrete in crisi sullo Zoncolan o sullo Stelvio (perché con un rapporto particolarmente "corto" potrete affrontare in agilità salite anche molto lunghe e impegnative). In mezzo ci sta la doppia compact, oggigiorno certamente la più diffusa e spesso scelta obbligata quando si acquista una bicicletta.
Infatti, c'è anche questo da tenere bene a mente. Se investite cifre folli in questo bellissimo sport (per una top di gamma si possono spendere 10.000 e più Euro), nessun problema. Ordinate quello che volete, anche le viti del vostro colore preferito, e ci fate montare qualsiasi guarnitura o pacco pignoni. Purtroppo, se il budget a disposizione non è infinito, la bici da corsa si acquista così come la trovate e non c'è possibilità alcuna, o molto limitata, di personalizzazione. Generalmente, le guarniture triple vengono riservate alle biciclette economiche e non troppo costose anche se alcune case, poche purtroppo, hanno in catalogo la stessa bicicletta in due versioni: guarnitura doppia oppure tripla.
Valutate infine quale pacco pignoni viene montato alla ruota posteriore. A differenza di vent'anni fa, raramente è possibile sostituire un singolo pignone di quelli più grandi e, se l'acquisto non vi aggrada, dovrete cambiare il pacchetto completo, o una parte sostanziosa di esso, con una spesa non indifferente (fanno eccezione alcuni gruppi economici che adottano ancora i pignoni "singoli", per esempio il Campagnolo Veloce o il Centaur). NOTA: per motivi di spazio non è possibile inserire tutte le combinazione di tutti i produttori. Vengono rappresentati i pacchetti più diffusi tra quelli di più recente introduzione.

Infatti, sia Shimano (10 rapporti) che Campagnolo (11 rapporti) hanno gli ultimi tre o quattro pignoni (quelli più grandi e di più frequente sostituzione) rivettati in un solo blocco di difficile reperibilità. Almeno che non abbiate un negoziante molto disponibile e con un magazzino ben fornito, purtroppo spesso non resta altro da fare che cambiare l'intero pacchetto. Possedere due pacchi pignoni completi presenta però anche dei vantaggi. Si può infatti alternare, a seconda dei percorsi, una rapportatura da "pianura" (per esempio un 11/23) con un'altra da "alta montagna" (12/27). Tanti lo fanno e, con gli attrezzi giusti, il cambio si effettua in meno di 1 minuto.

E' utile sapere che, se optate per la tripla (52/39/30), spesso vi propongono un 12/25 al posteriore (si usano solo due numeri per definire un pacco pignoni: 12 è il numero di denti del pignone più piccolo, 25 quello del più grande, ma la scala completa è 12-13-14-15-16-17-19-21-23-25 per i dieci rapporti). Il rapporto più corto sarà quindi il 30x25 (ossia 1,2 pari a 2,52 metri di pedalata). In abbinamento ad una doppia compact (50/34), non è raro invece trovare un 12/27 o 12/29, il che è praticamente la stessa cosa (34 : 29 = 1,17 = 2,46 metri). E' facile cadere nell'errore di innamorarsi di una bicicletta con una guarnitura tripla convinti di poter scalare anche i muri, salvo poi ritrovarsi con un rapporto che è esattamente lo stesso di una "doppia compact".
Pensateci bene perché, se non altro da un punto di vista economico, la scelta è di fatto irreversibile. Per passare da una doppia tradizionale ad una doppia compact, infatti, non basta sostituire le corone: dovrete cambiare anche le pedivelle perché le viti di chiusura sono disposte in modo diverso (nonché riposizionare il deragliatore). Ancora peggio passare da una doppia ad una tripla (o viceversa), perché oltre a corone e pedivelle, si renderà necessario sostituire il deragliatore, il bilanciere del cambio posteriore e le leve del freno-cambio.
Sarebbe sbagliato ritenere, a priori, che una scelta sia migliore dell'altra. A differenza di quello che comunemente siamo portati a ritenere, non è che ci sia un'enorme differenza, a parità di pignone, tra una tripla (corona più piccola 30) e una doppia compact (corona più piccola 34). L'ideale sarebbe poter provare la bicicletta in salita prima di acquistarla il che, ahimé, quasi sempre è impossibile. Non resta quindi che fare un'attenta analisi del proprio grado di allenamento e, soprattutto, dei percorsi che andremo ad inserire nel nostro programma di allenamento.
Personalmente preferisco la doppia. Avendo pedalato per una vita con la tradizionale 53/39, all'inizio ho avuto non poche difficoltà ad adattarmi alla compact 50/34 ma adesso mi sarebbe difficile rinunciarvi: la maggior spaziatura delle corone evita di avere rapporti simili come sviluppo metrico e, sulla salite più impegnative, il vantaggio della 34 rispetto alla 39 è innegabile. Probabilmente la guarnitura doppia è anche più facile da gestire rispetto ad una tripla (due possibilità invece di tre), ci si incasina di meno ed è più difficile sbagliare rapporto. Da un punto di vista estetico, una doppia è più piacevole come linea rispetto ad una tripla che, oltretutto, è anche più difficile da pulire (perché, ogni tanto, la bicicletta va anche curata, lavata e ingrassata!). Bisogna però obiettivamente riconoscere che una tripla vi permette, indiscutibilmente, di aggiungere una "marcia" supplementare al vostro motore!

21 comments:

nino ha detto...

grande. mo me lo stampo e me lo studio con calma a casa. perche da buon principiante 'ste cose sono sconosciute.

Rupikaber ha detto...

Grazie! Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Ogni consiglio, suggerimento e domanda è bene accetta, in modo da permettermi di aggiornare l'articolo e di effettuare le correzioni del caso.

mjaVale ha detto...

Fantastica lezione: mi hai aperto nuovi orizzonti e come nino, anch'io dovrò leggerlo + e + volte... ma prima o poi qualcosa ci capirò!

margantonio ha detto...

grandissimo Rubikaper. Da buon principiante (guarnitura tripla) mi verrebbe da dire che COMUNQUE BISOGNA FARLA ANDARE LA BICI PEDALANDO, ma la tua puntualissima descrizione dell'argomento penso che potrà essere preziosa per molti. Grazie ancora e stai pur certo che quando deciderò di "cambiare mezzo" sarai interpellato. Grazie ancora.
Antonio

doublea ha detto...

Grazie. Andrò a studiare la mia bivicletta con queste nuove informazioni.
agnese

Anonimo ha detto...

grazie e complimenti per la spiegazione ....molto utile !!!
sto per comprare una bici da corsa e punto sulla doppia compact

Rupikaber ha detto...

Grazie a te. Con una compact 50/34 vai sul sicuro. Ormai il 90% delle BDC monta quella.

Anonimo ha detto...

Grandissima competenza e chiarezza tecnica....io ora sono preoccupatissimo...ho appena venduto la mia vecchia bici che montava il tradizionale 53-39 e domani passo alla nuova bici con compact 50-34....un mondo inesplorato per me.
Sono uno scalatore, ho paura di perdere qualcosa in salita. Puoi dirmi le tipiche difficoltà nel'adattamento al nuovo modo di pedalare? quanto tempoci vorrà per tornare "me stesso" sui pedali?

Rupikaber ha detto...

Ti ringrazio dei complimenti, innanzitutto. Bella domanda la tua, in gruppo si torna spesso sull'argomento e ci si potrebbe fare una discussione infinita. Partiamo da un dato inconfutabile, ossia che da un punto di vista strettamente tecnico non cambia assolutamente nulla: un rapporto è un rapporto e l'unica cosa che conta è la lunghezza della pedalata, indipendentemente da come la raggiungi. Per esempio un 53x17 (6,55 metri) è virtualmente identico al 50x16 (6,56 metri), come il 39x23 (3,56 metri) equivale al 34x20 (3,57 metri). Quello che cambia totalmente è invece l'approccio mentale. Chi è abituato da una vita al 53/39 avrà una certa difficoltà di adattamento, più o meno lunga, a passare alla nuova 50/34 per il semplice motivo che vengono a mancare i riferimenti di sempre. Diciamo che a 40 km/h in pianura pedalavi col 53x16. Adesso che rapporti metteresti? Probabilmente il 50x15, simile al 53x16 ma non identico. Pedaleresti quindi in un modo un po' diverso rispetto a prima perché non esiste una corrispondenza esatta di rapporti su tutta la scala. Puoi trovare un rapporto simile a prima ma quasi mai sarà identico. E questo richiede un certo periodo di assuefazione. Similmente, in salita. Che dire, per esempio, se l'ultima volta ho fatto il Gavia col 39x26? Sai, io credo che passando dal 53/39 al 50/34, all'inizio devi un po' dimenticare tutti questi numeri e fare affidamento unicamente sulle tue gambe e sulle sensazione che provi in quel momento, altrimenti non ne verresti più fuori, se non dopo troppo tempo. Prova ad immaginare di non avere mai pedalato e di non sapere nulla. Come andresti su una certa salita? Ti sembra troppo dura o troppo facile? Metti il rapporto che senti più "tuo" e non preoccuparti troppo di quale sia. Dal momento che ti piacciano le salite, posso assicurarti che su questo terreno è più facile "digerire" il 34 al posto del 39. In linea di massima, dal 34 ne trarrai unicamente beneficio, ovviamente con un pacchetto di pignoni adeguato (se prima pedalavi col 39x29, adesso non metterci il 34x25 perché altrimenti non cambia nulla come rapporto più agile). Il 34 ha la sua motivazione di esistere nel fatto che permette di affrontare salite impegnative con una maggiore facilità di pedalata, "salvando la gamba" come si dice in gergo, questo in linea con il ciclismo moderno che privilegia l'agilità di pedalata molto di più rispetto ad una volta, ma anche con i tracciati stessi (le ultime salite del giro d'Italia avrebbero fatto scendere dalla sella più di qualche professionista se avesse montato il 39 anziché il 34 o il 36, per non parlare delle varie Gran Fondo amatoriali). Personalmente, passando al 50/34, non ho avuto grosse difficoltà ad adattarmi mentalmente (sarà forse perché pedalo anche in MTB dove ci sono tutte altre scale). Quello che però ho trovato insopportabile (tanto da ritornare recentemente al 53/39, pur conservando il 50/34 per le salite più estreme) è stato il modo di pedalare nei falsopiani, quando il 50 è troppo impegnativo e il 34 troppo facile, oppure durante i primi chilometri di riscaldamento in allenamento, quando il 34 è troppo agile per la pianura (molto meglio un 39x16 e via con una bella linea di catena favorevole, praticamente centrata sul pacco pignoni). Diciamo che il 34 davanti è diventato quasi indispensabile per gli scalatori o per chi non è un pro, per il resto non è che serva a molto. Infine, da non trascurare, ci sono anche le regole di mercato. Il 50/34 è quasi una scelta obbligata che, oltretutto, ti permetterà un domani di rivendere con più facilità la tua bicicletta. Chi ti comprerebbe oggigiorno un 53/39? Ti saluto cordialmente è ti auguro un Buon Natale.

Anonimo ha detto...

Utilissimo questo aticolo!! Domanda: quanto conta la lunghezza della pedivella? Come deve essere calcolata?
Grazie mille.
Giuly

Rupikaber ha detto...

Grazie Giuly! Adesso aggiungo una nota sulle pedivelle. Se mi dai qualche indicazioni più precisa, così come le preferenze personali e il tipo di ciclismo che pratichi, posso provare a darti un’indicazione più mirata. Ciao!

Anonimo ha detto...

M'interessa sapere quanto la lugnghezza della pedivella può influire sulla velocità della pedalata. Immagino si calcoli in base all'altezza, alla lunghezza della gamba, al tipo di bici...ma son semplici "spari nel buio"...voglio cambiar bici (da strada) e voglio sapere quante più informazioni possibili per migliorare e migliorarmi. Grazie mille. G.
(ovviamente le domande son appena iniziate..;-)) )

Rupikaber ha detto...

Ciao. Ho preparato un nuovo post che spero possa chiarire alcuni dubbi.
http://www.rupikaber.com/2011/02/la-lunghezza-delle-pedivelle.html
Tuttavia, è sempre difficile calcolare QUANTO possa influenzare sulla velocità di pedalata la lunghezza della pedivella. Certamente una pedivella più lunga porta ad una diminuzione dell'agilità. Ma non sarebbe corretto generalizzare perché ci sono persone con fascie muscolari più "flessibili", che si adattano a tutto, mentre altre sono più "rigide" a cui anche una piccola variazione può causare problemi. Sicuramente chi inizia a pedalare ha più facilità di adattamento per il semplice motivo che non ha alcun punto di riferimento precedente. Tuttavia, rispetto a chi pedala da mesi o anni, non ha quella naturalezza e "rotondità" di pedalata che si acquisisce unicamente con il tempo e, generalmente, è portato a pedalare con rapporti troppo pesanti.

Anonimo ha detto...

Sei un grande !! Begli articoli e molto immediati e interessanti anche se si "mastica" già qualcosa di bici. Io ho un 50 36 e ci sono arrivato con un certo scetticismo da un 52 42 (se non ricordo male) ... ho trovato subito beneficio nella reattività della pedalata soprattutto nell'affrontare piccoli strappi in salita.
Ciao
Roby UdTri

Rupikaber ha detto...

Grazie mille! In effetti il 50/34 o 50/36 oggi lo montano quasi tutti, anche se un 39 non sta affatto male in pianura per il riscaldamento o sulle salite non difficili. Ciao!

Anonimo ha detto...

Secondo me il top (accontenta i nuovi e vecchi appassionati) ê il 36 52 Non ê mai proposto ma é perfetto. Maurizio

Anonimo ha detto...

complimenti descrizioni perfette tutto molto utile

Rupikaber ha detto...

Grazie mille!

imperatore71 ha detto...

io infatti monto 52 36 con pacco pignoni 12/27 miche e mi trovo benissimo

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, anchio sono del parere che il 52 36 non e molto commerciato, ma a mio parere lo si può sfruttare benissimo in salita in discesa e in pianura, secondomè il 34 50 e propio chi e allinizio ma se ai già la gamba il 52 36 e ideale e poi scusate ma il 50 34 il 34 mi sembra da MTB e non da corsa, il 52 36 e un e un ottimo rapporto e si avvicina al 53 39 e al 50 34...............

Rupikaber ha detto...

La tua osservazione è molto sensata e condivisibile. Però, come giustamente ricordi, il 36 non è che lo trovi con tanta facilità. Inoltre, per la maggior parte dei cicloamatori, il 50/34 si rivela una scelta, oltreché quasi "imposta" dal mercato, diciamo universale che, in abbinamento al giusto pacco pignoni, ti permette di affrontare qualsiasi percorso. Tra un 34 e un 36 c'è il 5,5% di differenza, il che non è poco, e per molte persone è un toccasana.

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