mercoledì 14 luglio 2010
Pista ciclabile Trieste-Kozina
L'appuntamento con Marco è nel rione di San Giacomo, all'inizio della pista ciclabile Trieste-Kozina. Il percorso, che parte dalla città e arriva fino in Slovenia, riprende il tracciato della vecchia ferrovia dismessa a cavallo degli anni '50-'60 del secolo scorso. Sono un po' curioso perché, pur avendola già fatta altre volte in MTB, non ero mai partito dall'inizio.
Il primo tratto, agevole perché asfaltato, non è particolarmente degno di nota. Ma è comprensibile, dal momento che stiamo pedalando in mezzo a palazzoni di cemento armato. E' però interessante percorrere una parte della città da un nuovo e inusuale punto di osservazione. Ben presto siamo in periferia e il verde prende il sopravvento. Alla nostra destra la vista va verso il mare e la baia di Muggia.
Il primo tratto, agevole perché asfaltato, non è particolarmente degno di nota. Ma è comprensibile, dal momento che stiamo pedalando in mezzo a palazzoni di cemento armato. E' però interessante percorrere una parte della città da un nuovo e inusuale punto di osservazione. Ben presto siamo in periferia e il verde prende il sopravvento. Alla nostra destra la vista va verso il mare e la baia di Muggia.
Numerosi ponti permettono al tracciato di mantenere una pendenza moderata e pressoché costante (inferiore al 3%). Lentamente stiamo salendo e, se non fosse per il fondo da qui in poi sterrato, quasi nemmeno ce ne accorgeremmo.
Lasciamo il comune di Trieste ed entriamo in quello di San Dorligo della Valle (Dolina), percorrendo la prima di cinque gallerie, illuminata da lampade "affogate" nel terreno, molto suggestive ma non troppo funzionali. La prudenza è quindi d'obbligo.
Attraversiamo la strada che sale da Sant'Antonio in Bosco a San Lorenzo ed entriamo in Valrosandra, meta di esplorazioni speleologiche e rinomata palestra di roccia.
Dall'altro lato della Valle, si erge imperioso il Monte Carso (456 m), regno degli appassionati di parapendio e deltaplano.
Subito fuori dall'abitato di Draga Sant'Elia ci lasciamo alle spalle quel che resta di una stazione ferroviaria, abbandonata da tempo al suo inesorabile destino.
Poco dopo entriamo in Slovenia. L'aspra Valrosandra, con i suoi ghiaioni e strapiombi, lascia posto ad un paesaggio dai toni più morbidi e sfumati. La carrareccia stessa si fa più larga, più dolce, e in breve tempo arriviamo al termine della pista ciclabile.
In poco più di 15 chilometri siamo passati da Trieste al paese di Erpelle-Cosina (Hrpelje-Kozina, 497 m). Ritornare sui propri passi e rincasare? Nemmeno per sogno! Altri percorsi? Già fatti! Propongo a Marco, che accetta di buon grado, un inedito itinerario, da Kozina al castello di San Servolo (Socerb) per strade secondarie e sterrati. La prima parte è su asfalto, in discesa, il che non guasta mai. Il traffico è assolutamente inesistente.
Il fido Garmin mi visualizza la traccia da seguire. Senza di lui sarebbe stata dura: siamo a due passi dal confine italiano eppure pochissimi vengono da queste parti.
Una gradevole discesa ombreggiata ci concede un attimo di graditissimo refrigerio.
Passiamo per Beka e mi sembra di attraversare un altro mondo. La quiete regna sovrana, gli unici rumori avvertibili sono quelli della natura. Mi sento proprio bene, pervaso da un profondo senso di rilassamento.
Il percorso è un continuo sussegguirsi di lievi discese e brevi salitelle. Lo sterrato si alterna a strette e deserte striscie di asfalto.
Si intravede già il mare in lontananza. Ormai manca poco al castello di San Servolo, una rocca del IX secolo appollaiata su di una rupe da cui si gode una stupefacente vista che spazia dal Golfo di Capodistria (Koper, Slovenia) a quello di Trieste. Fa uno strano effetto avere in un unico campo visivo le due città contemporaneamente.
Scattiamo la consueta foto di rito e ci buttiamo a rotta di collo per la discesa di Prebenico-Caresana.
Marco sembra nato per la discesa, favorito in questo frangente da una gommatura più stretta e meno tassellata della mia, nonché da un peso di ben 20 Kg superiore al mio! Lui si lascia condurre in morbide traiettorie mentre io devo spingere con forza sui pedali per non perdere la sua ruota. In pochi minuti siamo in periferia di Trieste e, dopo una breve ma rigenerante pausa caffè, ci avviamo verso casa. A Marco manca una manciata di chilometri mentre a me "toccano" altri 400 metri di dislivello. Già che ci sono, ne approfitto e allungo passando per Basovizza. Qualche chilometro in più mi può fare solo che bene. Non mi sento nemmeno stanco e resto stupito dalla mia performance in salita in chiusura dall'allenamento. Sono soddisfattissimo, più che contento. Un giro bellissimo che mi ha fatto scoprire nuovi posti a pochi passi da casa. Il tratto da Kozina a San Servolo, poco conosciuto, è veramente bellissimo e lo consiglio senza riserve a tutti.
In basso, la mappa interattiva della pista ciclabile Trieste-Kozina. Utilizzare i tasti + e - per zoomare e le frecce, oppure il mouse, per muoversi in ogni direzione. Fare clic il alto a destra per il full screen.
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18 comments:
preticamente una puntata di realtv
complimenti per il "reportage"; posti straordinari a due passi da casa...
> nino: qualcosa del genere. Peccato che il risultato che vedi è un po' inferiore alle aspettative. L'originale è un mpeg4 di buona qualità ma purtroppo caricandolo sul blogger mi viene ridimensionato ad una finestra microscopica. Probabilmente le prossime volte tornerò alle foto, meno dinamiche ma molto più nitide.
> doublea: grazie mille! E sono convinto che ce ne sono tanti altri, basta scoprirli!
Caspita! troppo forte l'idea del filmino; le foto son + belle, ma le sensazioni del video sono molto + coinviìolgenti!
Questo giro mi ispira un sacco, vedere poi TS da quella prospettiva per noi inusuale, è davvero intrigante...
mi ci porti???
E c'è bisogno di chiederlo?
Ma certamente!
ciao, sono uno studente appena arrivato a Trieste (2 giorni fa) con bicicletta a seguito. Dato che questo weekend rimarrò solo in casa e non so che fare, vorrei provare il percorso. Potresti darmi qualche indicazione precisa su:
-da dove si parte
-in che punto più o meno si arriva
-sono muscolarmente abbastanza fiacco causa recente operazione al ginocchio menisco e legamenti, dici che ce la posso fare?
anche se non rispondi, grazie lo stesso per aver segnalato questo bel percorso! se non questo fine settimana, prima o poi lo farò!
Michele
Ciao Michele e grazie per aver scritto sul blog. La pista ciclabile parte dal rione di San Giacomo, precisamente all'incrocio tra via Ponziana e via Gramsci, dove un ripido ma breve raccordo conduce all'inizio del tracciato. Ho aggiunto alla descrizione una foto aerea della zona e una mappa interattiva (puoi zoomarla e scorrerla a tuo piacimento) in modo da poter visualizzare con più precisione il percorso. La prima parte è asfaltata. Poi, una volta usciti dalla città, diventa sterrata, con un fondo abbastanza compatto ma pietroso. La Mountain Bike sarebbe quindi d'obbligo. La pista ciclabile passa per la Val Rosandra (spettacolare in alcuni tratti), entra quindi in territorio sloveno e termina nei pressi dell'abitato di Kozina. Come puoi vedere dall'altimetria, sono circa 400 metri di dislivello, non pochissimi, ma distribuiti linearmente su quasi 16 chilometri. Non lo si può quindi definire un percorso impegnativo (basta un minimo di preparazione fisica), tant'è che nei fine settimana, se c'è bel tempo, potresti trovarlo abbastanza affollato (pedoni, gente che corre a piede, ciclisti che la percorrono a tutta ma anche intere famiglie in MTB). Giunti a Kozina, ci sono innumerevoli possibilità per prolungare il percorso. Una è quella che ho fatto io e che puoi leggere sopra (ma se non conosci la zona, rischi di perderti). Se invece vai in direzione opposta, verso sinistra, arrivi a Kozina da dove puoi ritornare in Italia per il valico di Pese (ma si tratta di una strada asfaltata indubbiamente trafficata). La maggior parte delle persone percorre la pista ciclabile e poi ritorna indietro sullo stesso percorso. E' meno impegnativo, non c'è traffico e hai il vantaggio che, se sei stanco o il tuo ginocchio ti pianta in asso, puoi interrompere la pedalata in qualsiasi punto, tanto il ritorno è tutto in discesa. Buona pedalata (fammi sapere com'è andata) e auguri di pronta guarigione!
grazie a te, davvero!!! è perfetta, domani dà sereno variabile mi sembra, e al mattino partirò! un' ultima informazione, ho localizzato il punto di partenza (e ho comprato la cartina di Trieste, non avrò problemi), però sai per caso se si arriva lì con un autobus dalle zone di Piazza Oberdan?
E sai se sugli autobus si può portar la bici?
Ti farò sapere senz'altro com'è andata e a che punto mi son dovuto fermare :)
Michele
In Piazza Oberdan c'è la fermata della linea 1 che va diretta a San Giacomo, ma non mi risulta sia possibile caricarci biciclette. Anzi, visto il poco spazio a disposizione sugli autobus, temo proprio di no. Per evitare salite ripide e gallerie, partendo dal centro città, ti conviene fare tutte le rive in direzione Campo Marzio, poi prosegui per Passeggio Sant'Andrea, Viale Campi Elisi e via D'Alviano. Giunto nei pressi del Centro Commerciale "Torri d'Europa", risali per via Orlandini e arrivi su Via Ponziana dove inizia la ciclabile. E' un po' lunga ma è quella meno difficoltosa. Come alternativa, la più diretta è Corso Italia, Piazza Goldoni, Piazza Garibaldi e la salita di Via Molino a Vento che conduce a San Giacomo ma, viste le tue non perfette condizioni fisiche, te la sconsiglio. Via Molino a Vento ha pendenze superiori al 10%.
allora, grazie ancora una volta. ho visualizzato il percorso sulla mappa e, se non mi faran salire in autobus, farò quello. partenza domani alle 9, ti farò sapere dove riuscirò ad arrivare ;)
buona serata, michele
Un'alternativa per raggiungere l'inizio della ciclabile dal centro città, è da largo Barriera, salire su a destra per via Madonnina, poi salire per via San Giacomo, superare la piazza del rione e svoltare alla successiva laterale a destra... in questo modo la strada è breve, si evitano pendenze ripide come quella di via Molino a Vento e si evita anche la galleria di piazza Goldoni.
PS: invece, per evitare stradoni trafficati dopo la discesa San-Servolo-San Dorligo, quale potrebbe essere il modo migliore di tornare a TS centro?
grazie, ottimi spunti nel tuo blog, piacevolissimo.
r.
Grazie per il suggerimento. Inizialmente anch'io pensavo di indirizzare Michele per questa strada. Tuttavia ho preferito soprassedere perché, considerando la salita, seppur moderata, ma soprattutto la sede stradale stretta, pedalare per Via Madonnina avrebbe significato precludere il sorpasso alle automobili. Il che, come capirai, non sarebbe stato molto apprezzato da chi va di fretta, costretto a tallonare una bicicletta che va a 15-20 km/h in salita (cerco di immedesimarmi anche in loro; del resto, credo, siamo tutti ciclisti e automobilisti e, di volta in volta, fa più piacere una o l'altra situazione). Per il ritorno da San Servolo, dopo Strada della Rosandra non è che c'è molta alternativa a Via Flavia. In realtà, se hai ancora forza nelle gambe, da Bagnoli si può allungare in direzione di Basovizza e poi svoltare in direzione di Cattinara-Via de Marchesetti da dove si ridiscende in città. E' una strada piacevole e non troppo trafficata ma presuppone una buona preparazione fisica perché c'è un'ulteriore salita da percorrere.
Grazie per la risposta, Rupi!
È vero che via Madonnina è stretta, però sinceramente il traffico è così lento in città che non mi è mai capitato di rallentare qualcuno tanto da fargli perdere il verde con incrocio sgombro. Infatti, ci pensano già il semaforo, le macchine parcheggiate e la fila al semaforo a far rallentare chi sta dietro :), in ogni caso è difficile percorrerla spediti in macchina, quella strada (senza contare che comunque anche una povera bici, ha diritto di circolare al pari dei veicoli più veloci).
Quanto al ritorno da Sen Servolo, allora tanto vale re-immettersi in ciclabile dopo San Dorligo, facendo la salita, all'altezza della curva dove c'è il sottopasso... speravo in qualche stradina nascosta semi-sconosciuta.
Via de Marchesetti l'ho fatta una volta in bici e mi è bastato, troppo veloce il traffico.
Ciao e grazie ancora per il bel blog!
r.
Interessante post, per chi ama la bici è da fare assolutamente!
L'ho taggato in una mia mappa di Google.
http://maps.google.it/maps/ms?f=d&source=s_d&saddr=Via+Nazionale&geocode=%3BFWcHuQIdb0nSAA&hl=it&mra=dme&mrsp=0&sz=15&dirflg=w&ie=UTF8&msa=0&msid=208724371366295227285.0004a0be5c2132deceaed&ll=45.65526%2C13.81248&spn=0.058314%2C0.110378&t=h&z=13&daddr=45.627514%2C13.843546
Grazie mille! Ciao!
complimenti a rupikaber, ottima la descrizione ed i filmati. un appunto: non è abbastanza chiaro che il tragitto - una passeggiatina per chi è ben allenato - è molto impegnativo per chi ama le scampagnate, soprattutto famiglie e gente di una certa età non ben allenata. ieri l'abbiamo fatta tutta, ma 18 km di pendenza continua (benché leggera) hanno creato problemi a signore cinquantenni che, alla domenica, si fanno una 50ina di km, però in gran parte pianeggianti. ultima, piacevole osservazione: arrivati in cima, si può prendere la strada principale a sinistra e, dopo circa 500-800 metri, sulla destra c'è un paesino, dove si trova una birreria--trattoria: si mangia molto ma molto bene, e la birra è splendida. non esagerare, perché al ritorno se non si frena si viaggia sui 40 kmh, e la pista è piuttosto frequentata!
Ti ringrazio per i complimenti. In realtà, da un punto di vista "energetico" o "calorico", 18 km al 3% di pendenza media non sono superiori come impegno a 50 km di pianura (naturalmente confrontando dati omogenei, quindi in entrambi i casi strade sterrate simili come fondo). Se alcune persone del vostro gruppo (già abituate ad uscite pianeggianti di 50 km) hanno trovato l'escursione sulla ciclabile Trieste-Erpelle molto impegnativa, sono quindi propenso a pensare che la difficoltà riscontrata sia imputabile ad un ritmo eccessivamente alto nella parte iniziale oppure all'utilizzo di un rapporto troppo lungo in relazione alla pendenza del tragitto. Ad ogni modo, vi chiedo scusa se una descrizione poco accurata del percorso possa aver causato una stanchezza eccessiva che, in parte, abbia vanificato l'apprezzamento della bellezza dei posti attraversati. Ti ringrazio infine per il suggerimento eno-gastronomico (direi che siete stati alla Gostilna-Pivovarna Mahnič!). Attorno a Hrpelje-Kozina ci sono locali, alcuni ottimi, di ogni tipo, ma la trattazione esula dai contenuti di questo sito. In bocca al lupo per le prossime pedalate! Andrea.
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