lunedì 5 luglio 2010
Monte Taiano (Slavnik)
Per il video (febbraio 2011):
Correva l’anno 1992 e d’allora, fino ad alcune settimane fa, avevo abbandonato completamente la Mountain Bike. Erano tempi di avventure, di esplorazioni, di scoperte di nuovi luoghi e percorsi in sella alla mia “vecchia” MTB (in seguito l’avrei tradita per il ciclismo su strada).
Da alcune settimane, a causa dell’infortunio alla caviglia che tutt’ora mi impedisce di correre come vorrei, ho ripreso a pedalare in MTB. All’inizio è stata una sofferenza, praticamente non andavo avanti. Poi, dopo alcune uscite, sono migliorato abbastanza rapidamente, molto più di quanto mi sarei aspettato in un tempo relativamente breve. Non vado nemmeno lontanamente come un tempo, ma le sensazioni sono indubbiamente positive e ho riscoperto il piacere di pedalare, non solo il gesto sportivo in se stesso, pur fondamentale, ma anche tutto quello che mi circonda, il paesaggio, la natura con i suoi colori e profumi, tutte quelle cose che fanno di una pedalata un’esperienza unica.
Mi era rimasto un ricordo di quel 1992, l’ascesa al Monte Taiano (Slavnik, Slovenia), un picco panoramico ben visibile da Trieste, spesso ancora imbiancato di neve a primavera inoltrata. E poi ero curioso di mettermi alla prova, di testare quanta differenza ci fosse stata in termini di prestazione a quasi vent’anni di distanza.
Nonostante fosse passato parecchio tempo e l’impegnativa salita avesse lasciato un segno indelebile nella mia mente, per sicurezza carico la traccia nel “satellitare”. Che differenza con allora, quando ci si orientava con qualche cartina di fortuna reperita chissà dove. Allora c’era ancora il confine con interminabili code nel periodo estivo e la Slovenia aveva conquistato l’indipendenza solamente l’anno prima: se ci penso mi sembra un’altra era.
In breve tempo percorro i 15 chilometri asfaltati che da casa mia portano all’abitato di Kozina (Erpelle-Cosina) ove inizia l’ascesa: 10,2 Km di strada sterrata, a tratti impervia e sconnessa, che porta alla sommità del Taiano (1.028 m di altitudine). E’ una salita “bastarda”, con un’inizio non troppo ripido che invita a spingere forte fin dall’inizio. Per fortuna la conosco e mantengo un’andatura prudenzialmente tranquilla, altrimenti c’è il rischio di scoppiare quando, negli ultimi chilometri, la pendenza raggiunge i suoi massimi. La prima metà del percorso si snoda in un fitto sottobosco ombreggiato che contribuisce a rendere piacevole l’allenamento. Non altrettanto si può dire del tratto successivo. Non ci sono più alberi a schermarmi dai raggi solari e, unitamente alla strada che sale sempre più, devo impegnarmi non poco per non mettere i piedi a terra.
Mancano meno di 2 Km e si intravede il “traguardo”. Il profilo della montagna e gli spazi vastissimi mi ricordano il Mont Ventoux, se non fosse per il fatto che sul “Gigante della Provenza” la strada è asfaltata e ai lati la vegetazione è quasi inesistente.
Brucio quel poco di energia che mi resta e raggiungo l’antenna posta in vetta. Tempo impiegato: 56’42”. Il mio best time del 1992 (50’08”) è al momento irraggiungibile ma l’”impresa” mi riempie di soddisfazione se penso che ho ripreso la bicicletta da poco tempo e che all’epoca pedalavo a tutta mentre oggi prudenzialmente non mi sono spremuto come un limone. Il panorama è spettacolare: da una parte c’è l’Adriatico mentre dall'altra la vista spazia lontana su buona parte della Slovenia.
Per la discesa scelgo l’alternativo versante sud, un po’ più lungo ma bellissimo, panoramicissimo, anche se molto ripido. Non riesco a sviluppare una grande velocità ma va bene lo stesso. Rifletto e ripasso mentalmente la salita e, a questo punto, il pensiero va già alla prossima volta. Ritorno a casa all’imbrunire, un po’ stanco (in totale sono quasi 60 Km), ma felicissimo e con una smodata svoglia di raccontare a tutti la mia bellissima pedalata in MTB.

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6 comments:
che paesaggio spettacolare: una prospettiva del golfo proprio tutta nuova! che voglie che mi fai venire...
proprio un bella soddisfazione riuscire a rifare cose che non si facevano da anni
Bellissimo racconto e bellissima uscita!!!
Spero che la tua caviglia un po' alla volta guarisca bene!
In bocca al lupo!
La vedo un po' lunga. Corro, corricchio, ma appena aumento la distanza o l'andatura, il dolore si riacutizza. Per fortuna in bicicletta non ho il benché minimo problema e mi sto divertendo non poco!
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