martedì 27 luglio 2010

90 Km di noia

Un allenamento sportivamente poco piacevole su una strada ad alto volume di traffico: da Trieste a Lignano-Riviera ("visita parenti" in campeggio). Ho un unico precedente su questo percorso, assai inusuale per i ciclisti (tant'è che non ne ho incrociato nemmeno uno, evidentemente vanno per strade secondarie). Era il 24 luglio 1985 (cavolo, 25 anni fa, come passa il tempo...!) ma, da allora, poco è cambiato. A parte l'aggiunta di qualche rotonda, la statale è sempre quella, trafficata, rumorosa, talora pericolosa. La giornata è piacevole, relativamente fresca nonostante parta da casa alle 12.30, anche se un po' ventosa già dai primi chilometri. In breve arrivo a Monfalcone e Ronchi, passo l'aeroporto, e inizio a pedalare per una serie infinita di lunghi rettilinei. Gli unici ostacoli sono qualche cavalcavia e diversi semafori rossi che mi spezzano l'andatura (qui, a differenza della città, non è il caso di passare col rosso, altrimenti rischio di prendere la fiancata di un camion che va a 80 km/h!). Da un punto di vista sportivo è monotonia assoluta (almeno lo è per me, che preferisco percorsi più vari, soprattutto salite lunghe e pedalabili), si tratta fondamentalmente di una lunga cronometro in cui è importante tenere un'andatura il più costante possibile e non perdere la concentrazione. Purtroppo da Cervignano fino a Latisana il vento aumenta sensibilmente e soffia esattamente in senso contrario alla direzione di marcia. Viaggio col 50x19 senza forzare più di tanto (mi aspetta un pomeriggio balneare, non una seduta di massaggi), attorno a 32-33 km/h. Poco dopo Torviscosa la strada si restringe, tengo più che posso la destra, lasciandomi però un po' di margine per correggere qualche sbandamento conseguente allo spostamento d'aria indotto dai numerosi camion che mi sorpassano (ma non ci sono però solo aspetti negativi, dal momento che le scie mi permettono anche di aumentare leggermente l'andatura e pedalare con minor fatica). Non riesco nemmeno a scattare le consuete foto, perché in questi frangenti è meglio tenere le mani sul manubrio e non mi va di fermarmi. A Latisana prendo la statale per Lignano e benedico le doppie corsie che mi permettono di proseguire con più tranquillità, pedalando più rilassato, senza preoccuparmi dei veicoli che mi seguono e che mi sorpassano. Il vento ora soffia dalla mia destra, talora leggermente di spalle. Si pedala meglio e il 50-17/16 innestato mi permette di aumentare sensibilimente la velocità e di giungere prima del previsto a destinazione. La media totale? Non male: 31,8 km/h con 7 semafori rossi e qualche incolonnamento nei centri abitati (meglio del 1985 quando viaggiai a 31,4 km/h di media). Lorenzo, mio nipote, mi aspetta all'ingresso del campeggio (in bicicletta anche lui) e mi fa gli onori di casa, certamente la più bella soddisfazione di questa giornata. Una piacevolissima e lunghissima permanenza in acqua (anche se freddina) è quanto di meglio ci sia per rintemprarsi!

2 comments:

margantonio ha detto...

capisco che non ci sia molto da divertirsi ma comunque da scarsissimo pedalatore invidio comunque la tua andatura. anche io comunque quando riesco cerco sempre di scegliere un percorso con almeno una salita. questa estate che saro' in ferie nel Salento sogno di poter fare il giro da parte a parte con start all'alba sull'Adriatico (da casa dei miei) e finish al tramonto sullo Ionio (a casa dei suoceri). devo vedere quanto e' il kilometraggio. ciao.
antonio

Rupikaber ha detto...

Ottima idea! Ciao.

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