mercoledì 21 aprile 2010

Yin e Yang

Dopo l’infortunio alla caviglia, non vi nascondo, ho passato momenti difficili. Non certo per il problema fisico in sè, ma per una serie di situazioni che l’inatteso e indesiderato periodo di sosta forzata ha favorito. La prima reazione è stata di sconforto totale: “Non è possibile, ma cosa ho fatto per meritarmelo, proprio a me doveva capitare? E poi per una cosa così stupida!”. Ecco il pensiero ricorrente che attraversava ciclicamente la mia mente. Mi sentivo in colpa per aver ricevuto una sorta di compensazione negativa dopo un lungo periodo positivo. E un po’ il concetto, tratto dall’antica filosofia cinese, dei due opposti Yin e Yang, per esempio la luna e il sole, il buio e la luce, la morte e la vita. In un certo senso me l’aspettavo. Nell’ultimo anno e mezzo, tutto, ma proprio tutto, si è svolto a meraviglia. Poiché Yin e Yang sono complementari e dipendenti uno dall’altro, al completo Yang non poteva che seguire la discesa verso l’oscurità, la notte, il riposo. Purtroppo mi è mancata la capacità, forse la volontà, di affrontare l’imprevista situazione. Anziché reagire, mi sono lasciato andare e mi sono concesso tutto quello a cui avevo “rinunciato” nei mesi scorsi: cibo a volontà, meglio se dolce e grasso, sedentarietà assoluta, il classico “dolce far niente”. Poi, per fortuna, il dolore alla caviglia è piano piano rientrato e, una decina di giorni dopo l’incidente, ho potuto cimentarmi in un minimo di attività fisica. Stretching a volontà, in particolare esercizi eccentrici, correnti TENS e un po’ di bicicletta mi hanno aiutato parecchio. La scorsa settimana ho ripreso a correre: non molto, un paio di brevi uscite a ritmo lento, ma il responso è stato abbastanza positivo. Non è certo la situazione ideale, perché sento ancora una certa rigidità all’interno della caviglia, come se ci fosse qualcosa che le impedisse di muoversi e ruotare liberamente in ogni direzione, ma almeno non provo sofferenza durante la corsa, seppur breve e ad intensità molto moderata. Quello che mi consola è che, dopo aver toccato il fondo (Yin), giocoforza inizia lo Yang, come dire che la risalita dal baratro è avviata. Diciamo che sono abbastanza fiducioso in una ripresa relativamente rapida, anche se prudenzialmente cercherò di non forzare i tempi: non più di 3-4 allenamenti settimanali, con un carico di lavoro, almeno adesso, molto ridotto rispetto ad un mese fa. A maggio, forse, il ritorno alle gare, prima quelle brevi (non più di 10 chilometri) e poi, dopo qualche mese, la mezza maratona, la distanza a me più congeniale.

5 comments:

Marco "Zanger" ha detto...

Che lo Yang sia con te!!!!
;-)

L'1 maggio ci vieni al blogpoint?

Rupikaber ha detto...

Luogo e orario?

Rupikaber ha detto...

Trovato! Mi ero perso qualche discussione in merito!

mjaVale ha detto...

Consapevolezza e razionalità: con se stessi è difficile essere obiettivi, ma dopo il buio c'è sempre la luce!
Buona ripresa ;-)

GIAN CARLO ha detto...

Ogni tanto gira male ...è nelle cose... anche io sono a barometro basso.

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