lunedì 5 aprile 2010

Questa non ci voleva

E’ l’imbrunire e la giornata si avvia alla conclusione. La fretta non è mai una buona compagnia ma, non avendo trovato prima del tempo a disposizione, mi cambio velocemente e mi preparo per una breve corsa leggera. Parto, nonostante il cielo non prometta nulla di buono, e l’inizio è inaspettatamente positivo: riesco finalmente a rilassarmi e mi concentro sul gesto della corsa, cercando di privilegiare l’agilità e gettando di tanto in tanto uno sguardo al cardiofrequenzimetro per rimanere rigorosamente nel “lento”. Passano pochi minuti e, in conseguenza di un impatto forse troppo violento con una pietra affiorante dal terreno, perdo una lente dagli occhiali. Che sfiga! Sono nel sottobosco, l’oscurità mi sta avvolgendo, la cerco ma è inutile, non la trovo. Vabbè, memorizzo qualche punto di riferimento e la lascio lì, ovunque sia, ci penserò domani con la luce del giorno. Proseguo, cerco di dimenticare quanto accaduto e ritorno nuovamente all’allenamento che viene portato a termine come da programma. Stretching, doccia veloce e via… via? Oh oh, sento che c’è qualcosa che non va. La caviglia mi fa male, più passa il tempo e più il dolore aumenta. Dopo un’ora non riesco nemmeno ad appoggiarla a terra. Ripasso mentalmente il percorso di poco prima ma non ricordo nulla di particolare, se non l’episodio degli occhiali a cui non avevo dato più di tanta importanza. Ma deve essere stato quello, non ci può essere altro, anche se nel frangente non avevo avvertito nulla di doloroso. Controllo e ricontrollo la giuntura sofferente. La muovo in ogni possibile direzione, cerco di forzare la rotazione con le mani, per fortuna si muove liberamente senza segno alcuno di distorsione o, peggio, di frattura. Non c’è sentore di gonfiore e il consueto colore roseo mi rassicura. Non ci sono movimenti anomali, i legamenti sono a posto. Prima di coricarmi mi faccio un’iniezione e al risveglio la situazione è certamente migliore anche se permane un intenso dolore tendineo poco sopra al tallone che non promette nulla di buono. Oggi non si corre di certo, sarà già tanto deambulare senza zoppicare. Mi riprometto per l’indomani di passare dal medico ma so già che c’è poco da fare per il breve periodo; oltre agli anti-infiammatori l’unica soluzione è il riposo, tutto il resto sono palliativi o poco più. Come mi sento? Fisicamente così così, passerà, spero presto. Moralmente forse peggio, ma la sto prendendo con filosofia. Un po’ di riposo non mi farà male e investirò il tempo libero in attività ultimamente trascurate. Colgo l’occasione per augurare a chi mi legge una Pasqua di pace e serenità. La mia poteva essere migliore!

3 comments:

mjaVale ha detto...

Mi dispiace!!! Caspita, e non accorgertene nemmeno....
Vediamo il lato "positivo": fino al 2 maggio non ci sono gare, ti viene un recupero coi fiocchi e magari ti rilassi un pochino (NO NERVI!)...

Filippo ha detto...

Ghiaccio, ghiaccio! Il resto lo sai già!
Ciao.

Marco "Zanger" ha detto...

"la fortuna e' cieca ma la sfiga ci vede benissimo"...

il vecchio adagio in questo caso si applica nel seguente senso:
la sfiga con te aveva cominciato a non vederci piu' tanto bene a causa della tua preparazione assolutamente oculata, razionale e al riparo da qualsiasi problema...
sentendosi, quindi, privata del suo ruolo istituzionale ha dovuto escogitare lo stratagemma di farti perdere una lente, prenderla lei, ed usarla per colpirti alla caviglia...

Tutto questo mio vaneggiamento per, spero, farti sorridere un po'...

R.I.C.E. per un po' e il 2 maggio spacchi!

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