domenica 28 marzo 2010

Running World


29 marzo 2009: 58’33”     28 marzo 2010: 50’25”
Dopo la débâcle di domenica scorsa alla Maratonina di Brugnera, ho passato una settimana di recupero tranquilla: una seduta di ripetute brevi (400 metri), un allenamento di velocità e un altro paio di uscite corte e leggere. Le sensazioni sono positive, mi sento sufficientemente bene e penso di avere recuperato tutta la stanchezza accumulata nelle settimane scorse.
Inizio il riscaldamento con largo anticipo rispetto alla partenza della “Running World” (I Prova Individuale del X Trofeo Provincia di Trieste): voglio fare le cose per bene ma soprattutto voglio ascoltare quello che il mio corpo mi comunica. Un radioso sole porta un gradito tepore: tolgo tutto e resto con la canotta estiva. Oggi si suda, penso, la gara non è breve (12,3 Km) e comprende due passaggi sull’impegnativa salita che dall’abitato di Padriciano porta alla frazione di Gropada (60 metri di dislivello). Non voglio, non posso sbagliare questa gara. Sono un po’ teso ma, ben presto, sorrido e mi rilasso: le gambe si muovono bene, agili e sciolte. 3 Km o poco più possono bastare, mi porto sulla linea di partenza e attendo con impazienza lo sparo.
Per scelta corro senza Garmin, senza Polar, solo un cronometrino per qualche riferimento. Non voglio farmi condizionare da GPS e cardiofrequenzimetri anche se è impossibile non sentire i segnali acustici che istericamente scuotono il polso di chi corre al mio fianco – cavolo, ma quanti Garmin ci sono in giro! Scopro così che la partenza è stata veloce, molto più veloce di quanto mi sarei aspettato: 3’35” al primo chilometro e abbondantemente sotto ai 3’50”/Km nei due successivi. Mi incollo ai talloni di Maurizio, il mio Capitano, e osservo con ammirazione i suoi esili polpacci da keniano (i miei, da ex ciclista, sono solo un massa inutile da portarsi appresso nella corsa). Inizia la salita di Gropada: “Grazie, è stato bello, arrivederci…!”, lo saluto silenziosamente. Devo rallentare un pochino, altrimenti rischio di scoppiare prima di metà gara. Mi passano 5-6 corridori ma la cosa non mi tange: sono felice per come vado. Torno per un attimo a domenica scorsa il cui pensiero, a questo punto, viene definiticamente esorcizzato. Mi butto a capofitto in discesa verso il cimitero di Basovizza all’incrocio con la Provinciale (è il mio riferimento, mal che vada mi interrano) e chiudo il primo giro (Km 5,50) in 22’02”. Assurdo, da non credere: 4’00”/Km di media con l’inframezzamento della salita! Ma la realtà, si sa, viene sempre a galla. Di fiato ne ho ancora ma le gambe stanno perdendo reattività, nonostante la strada spiani in direzione di Padriciano. Due, tre, forse quattro runners mi passano. Gli dò strada, cerco di accodarmi al gruppeto ma è inutile: sono a tutta, rabbiosamente in fuorigiri, il cuore mi balza in gola ma non riesco a tenere il loro passo. Vabbè, però, sto correndo ancora niente male, nonostante tutto. Riassetto le energie che mi rimangono e mi spremo come un limone. Inaspettatamente riacquisto velocità e con ritrovato slancio mi avvio briosamente a Gropada. Scollino tenendo la mia posizione e chiudo il secondo giro in 23’17”, sensibilmente in calo rispetto al precedente ma pur sempre ad un’onorevole media di 4’14”/Km.
Il traguardo è vicino, mancano solo 700 metri. Sento un nutrito gruppo di sanguisughe che mi alitano sul collo per bruciarmi allo sprint, certamente non la mia specialità. Non so come, ma trovo le forze per una volata lunga. Corro come un Filippide e giungo da solo al traguardo in 58° posizione assoluta (su 504): questa volta niente beffa!
Chiudo in 8 minuti e 8 secondi meno del 2009 (4'06"/Km contro 4'46"/Km)! L’anno scorso avevo ripreso dopo una lunga sosta, non scevra di problemi fisico-alimentari, affrontando la “Running World” con ben tre, si avete capito bene, tre allenamenti nei tre mesi invernali: niente a che vedere con le 5-6 corse settimanali della stagione fredda da poco conclusa. Non ci può quindi essere omogeneità di comparazione, ma il risultato è migliore della più rosea delle aspettative. Sei minuti in meno sarebbe già stato un successone, anche se al mio Presidente avevo pronosticato un bel meno sette!
Che dire? Ho un sorriso a 36 denti, come disse qualcuno recentemente, basito per la brillantezza con cui ho concluso la prova. Peccato unicamente per quella piccola crisi di metà gara e per una non ottimale reattività muscolare, verosilmente ultimo strascico dei 105 Km della settimana scorsa. Ma sono dettagli quasi irrilevanti. Complessivamente è andata più che bene e, quel che conta, ho riacquisito fiducia in me stesso e nei miei mezzi: non esiste miglior stimolo per andare avanti, nello sport come nella vita.

5 comments:

mjaVale ha detto...

Belle le foto e avere Paolo o Lorenzo come spettatori fa un certo che...
Bravo per la prestazione! (ma non ne avevo dubbi...)

GIAN CARLO ha detto...

Ma avevi proprio un fotografo al seguito ?

Rupikaber ha detto...

Grazie Vale, io di dubbi questa settimana però ne ho avuti tanti, ma proprio tanti! Paolo e soprattutto il piccolo Lorenzo, in bicicletta, sono stati una gradita sorpresa. Attendo con curiosità le tue impressioni sul blog!

Giancarlo, no, è stato mio fratello Paolo. Non è un pro, ma se la cava bene. Passavamo davanti a casa sua, ieri l'ho convinto ad uscire dalla tana. Le foto sono state scattate con una compattina e sono venute proprio bene. Evidentemente ha colto l'attimo che conta!

margantonio ha detto...

complimenti per il risultato...d'accordo i problemi dello scorso anno ma 8 minuti su 12 km sono veramente tanti.
saluti
antonio

Rupikaber ha detto...

Avanti di questo passo... l'anno prossimo altri 8 minuti in meno e vinco! Eh eh eh eh!!! Tra l'altro, prima o poi rispolvererò la bici e, chissà, forse ci vedremo da qualche parte su strada!

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