venerdì 5 marzo 2010

Ieri ho corso

Inaspettatamente, dopo avere abbandonatato l’allenamento meridiano di ieri poco dopo averlo iniziato, più tardi, in serata, ho ritrovato le giuste motivazioni e la consueta voglia di correre. Cos’è cambiato rispetto a poche ore prima, qual è stata la molla che mi ha consentito di passare da uno stato di profonda prostrazione ad una vitalità raramente sperimentata in passato? Si trattava di un allenamento di ripetute lunghe (2.000 metri), forse quello che gradisco di meno, non tanto per l’elevato impegno fisico da profondere, ma soprattutto per la concentrazione richiesta per completarlo in modo ottimale. Forse è stato questo ultimo fattore che ha influito negativamente sulla decisione di interrompere la corsa, unitamente al fatto che poco prima, sul luogo di lavoro, avevo preso una di quelle inca@@ature colossali. Avete presente quando vi viene la tachicardia e si sentono pulsare le tempie? Ecco, spero di avere reso bene l’idea. Poi, per fortuna, si è risolto tutto per il verso giusto e le ripetute “notturne” sul lungomare sono state veramente appaganti: 7’48”-7’50” contro vento e 7’30”-7’35” con il vento a favore, a livello se non meglio dei “personal best time”.

1 comments:

Marco "Zanger" ha detto...

Tutto e' bene quel che finisce bene!

Una volta di piu' la corsa si conferma un rifugio spirituale...

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